La Legge n. 34 dell’11 marzo 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo, è entrata in vigore il 7 aprile 2026. È la legge annuale dedicata alle piccole e medie imprese: un provvedimento organico che interviene su fiscalità, lavoro e aggregazione d’impresa. Non occupa i titoli dei giornali quanto altri decreti, ma merita attenzione concreta da parte di tutte le PMI italiane.

Reti d’impresa: torna la detassazione degli utili reinvestiti

L’articolo 1 della legge reintroduce, per il triennio 2026–2028, un regime di sospensione d’imposta sugli utili accantonati a riserva e destinati al fondo patrimoniale comune nell’ambito di un contratto di rete (D.L. n. 5/2009).

In concreto: la quota di utili destinata al fondo comune di rete non concorre alla formazione del reddito d’impresa. Il limite è di 1 milione di euro annui per impresa. La sospensione si applica fino a quando gli utili rimangono vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune.

Condizioni essenziali:

  • L’impresa deve aver sottoscritto o aderito a un contratto di rete ai sensi del D.L. 5/2009
  • Gli investimenti previsti dal programma comune devono essere realizzati entro l’esercizio successivo
  • Il programma deve essere asseverato da organismi rappresentativi dell’associazionismo imprenditoriale o, in via sussidiaria, da organismi pubblici individuati dalla normativa
  • Il beneficio è riconosciuto in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi

Il plafond complessivo è di 15 milioni di euro annui per il triennio 2027–2029. Le modalità attuative saranno definite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Nota operativa. Per le PMI del Mezzogiorno questa misura si presta a una lettura integrata con il credito d’imposta ZES Unica 2026 (finestra aperta fino al 30 maggio) e con i Contratti di Sviluppo. La verifica di cumulabilità con altre agevolazioni attive è operazione tecnica che richiede una valutazione caso per caso.

Part-time incentivato: ricambio generazionale nelle PMI fino a 50 dipendenti

Per il biennio 2026–2027, la legge introduce una sperimentazione dedicata al ricambio generazionale nelle PMI con meno di 50 dipendenti. Le aziende possono assumere lavoratori under 35 con contratto a tempo indeterminato in sostituzione di personale prossimo al pensionamento, beneficiando di un esonero contributivo fino a 3.000 euro.

La misura è collegata al part-time incentivato per i lavoratori senior in uscita, con l’obiettivo di preservare la continuità operativa e favorire il trasferimento di competenze tra generazioni. Il numero massimo di lavoratori coinvolti è fissato a 1.000 a livello nazionale. Le istruzioni operative INPS saranno disponibili nelle prossime settimane.

Mini contratti di sviluppo per il Made in Italy: 100 milioni per il settore moda

La legge stanzia fino a 100 milioni di euro per i cosiddetti mini contratti di sviluppo, con l’obiettivo di sostenere la transizione del settore moda verso modelli produttivi più sostenibili e favorire programmi di aggregazione tra PMI. La misura è gestita da Invitalia e punta a rafforzare un comparto strategico del Made in Italy, accompagnando le imprese nei processi di innovazione, competitività e riorganizzazione.

Ulteriori misure della L. 34/2026

Il provvedimento contiene anche:

  • Riforma dell’accesso al credito per le PMI: ampliamento dei soggetti ammessi al Fondo di Garanzia, riduzione dei costi di istruttoria, maggiore flessibilità nelle operazioni di cartolarizzazione, estese anche a crediti futuri e a beni materiali e immateriali.
  • Delega per il riordino delle startup e PMI innovative: entro 12 mesi il Governo adotterà un testo unico che raccoglie la disciplina su startup innovative, spin-off, PMI innovative, incubatori e acceleratori, superando la frammentazione normativa attuale.
  • Contrasto alle false recensioni online: le recensioni sono valide solo se pubblicate entro 30 giorni dall’effettivo utilizzo del prodotto o servizio. Misura di interesse diretto per i settori del turismo e della ristorazione.

Cosa fare adesso

La legge è in vigore. Per la misura sulle reti d’impresa, il decreto attuativo del MEF è atteso entro fine maggio 2026: è il momento giusto per verificare se la propria impresa partecipa già a un contratto di rete o se costituirne uno sia strategicamente conveniente, anche in ottica di cumulo con altri strumenti attivi.

Per il part-time incentivato, le istruzioni operative INPS sono in arrivo. Le PMI con lavoratori senior in uscita e necessità di inserire figure junior possono già avviare la pianificazione interna.

Studio Facta Legibus supporta PMI ed enti nella valutazione di accessibilità a questi strumenti, nell’analisi di cumulabilità con le agevolazioni già attive e nella predisposizione della documentazione necessaria. Contattaci per una prima analisi.


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