ZES Unica 2026: cos’è il credito d’imposta e cosa fare entro il 30 maggio
La comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate è obbligatoria. La finestra si chiude il 30 maggio 2026. Chi non presenta decade dall’agevolazione — senza eccezioni.
Il credito d’imposta ZES Unica è una delle agevolazioni più rilevanti attive nel 2026 per le imprese che operano nel Mezzogiorno. Vale 2,3 miliardi di euro e copre 10 regioni. Ma per accedervi bisogna presentare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio 2026. Chi non lo fa perde l’opportunità per tutto l’anno in corso.
Cos’è la ZES Unica per il Mezzogiorno
La Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno è stata istituita dalla Legge 206/2023 e ha unificato in un’unica zona agevolata tutti i precedenti perimetri ZES che operavano separatamente nelle singole regioni meridionali. Da gennaio 2024 esiste una sola ZES, con governance centralizzata e un sistema di agevolazioni uniforme su tutto il territorio coperto.
L’obiettivo è ridurre il divario di sviluppo tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, incentivando le imprese private a investire nelle regioni meridionali attraverso un vantaggio fiscale diretto.
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Sono inclusi anche alcuni comuni di regioni limitrofe già compresi nei perimetri delle precedenti ZES portuali. La struttura produttiva o l’investimento deve trovarsi fisicamente in una delle aree agevolate.
Come funziona il credito d’imposta
Il credito d’imposta ZES Unica è una misura automatica: spetta alle imprese che investono in strutture produttive situate nelle aree agevolate, a prescindere dal settore di attività. Non è un bando a sportello con graduatoria: è un diritto condizionato alla presentazione della comunicazione preventiva e al rispetto dei requisiti.
Il credito viene parametrato alla quota degli investimenti ammissibili effettuati nel 2026. L’Agenzia delle Entrate calcola la percentuale effettivamente spettante a ciascuna impresa dopo la chiusura della finestra di comunicazione, dividendo la dotazione disponibile in proporzione alle richieste ricevute. Non si conosce in anticipo la percentuale esatta: si conosce il perimetro degli investimenti ammissibili e ci si prenota.
Il credito ZES Unica non è a click-day: non vale chi arriva prima. Vale chi presenta la comunicazione entro il 30 maggio. La dotazione viene ripartita proporzionalmente tra tutti i richiedenti ammissibili. Più è alta la partecipazione, più bassa sarà la percentuale individuale. Questo non è un motivo per rinviare: chi non presenta non prende nulla.
Quali investimenti sono ammissibili
Sono agevolabili gli investimenti destinati a strutture produttive situate nelle zone ZES Unica. Gli investimenti devono essere effettuati nel corso del 2026 e devono riguardare le seguenti categorie:
- Beni strumentali nuovi materiali — macchinari, impianti produttivi, attrezzature industriali e commerciali
- Beni strumentali immateriali — software e tecnologie digitali funzionali all’attività produttiva
- Immobili strumentali — acquisto o costruzione di immobili destinati all’attività d’impresa nelle aree ZES
- Investimenti realizzati anche attraverso contratti di leasing finanziario
Non sono agevolabili gli investimenti in beni già utilizzati, i beni non strumentali all’attività d’impresa, e gli investimenti realizzati al di fuori delle aree geograficamente incluse nella ZES Unica.
La comunicazione preventiva: cos’è e come funziona
La comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate è l’adempimento chiave per accedere all’agevolazione. Non si tratta di una semplice notifica: è la condizione necessaria per maturare il diritto al credito. In assenza di comunicazione nei termini, il diritto decade.
La finestra è aperta dal 31 marzo al 30 maggio 2026. La comunicazione va trasmessa telematicamente attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate. Nella comunicazione l’impresa indica:
- I dati identificativi dell’impresa e della struttura produttiva
- La tipologia degli investimenti programmati (beni materiali, immateriali, immobili)
- L’ammontare complessivo degli investimenti previsti per il 2026
- Il calcolo del credito teoricamente spettante sulla base dei parametri normativi
La finestra di comunicazione scade il 30 maggio 2026. Non sono previste proroghe. Chi non presenta la comunicazione entro questa data decade dall’agevolazione per l’intero anno 2026, indipendentemente dagli investimenti effettuati.
Iter operativo: cosa fare e in quale ordine
Per accedere correttamente al credito d’imposta ZES Unica 2026 è necessario seguire un iter preciso. Ecco i passaggi operativi:
- Verifica dell’ammissibilità — controllare che la struttura produttiva sia effettivamente ubicata in un’area ZES Unica e che l’impresa non si trovi in condizioni ostative (procedure concorsuali, debiti fiscali o contributivi non regolarizzati).
- Classificazione degli investimenti — identificare e classificare correttamente i beni oggetto dell’investimento previsto per il 2026, distinguendo tra beni materiali, immateriali e immobili strumentali.
- Predisposizione della comunicazione — raccogliere i dati necessari e predisporre la comunicazione con l’ammontare degli investimenti e il credito teorico spettante.
- Trasmissione telematica entro il 30 maggio — inviare la comunicazione attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate nei termini previsti.
- Ricezione dell’esito dall’Agenzia delle Entrate — dopo la chiusura della finestra, l’AdE comunica la percentuale del credito effettivamente spettante, calcolata in base al riparto della dotazione.
- Utilizzo del credito in compensazione — il credito riconosciuto può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, nei termini e con le modalità stabilite dall’Agenzia.
Cumulabilità con altre agevolazioni
Il credito d’imposta ZES Unica è cumulabile con l’iperammortamento 2026 per le imprese del Mezzogiorno che investono in beni strumentali 4.0. Questo significa che un’impresa operativa nelle aree ZES che acquista macchinari 4.0 può accedere contemporaneamente a entrambe le agevolazioni, ottenendo sia la maggiorazione del costo ammortizzabile fiscale (iperammortamento) sia il credito d’imposta ZES sulla stessa spesa.
È anche cumulabile con la Nuova Sabatini per il finanziamento dei beni strumentali. Non è invece cumulabile con contributi a fondo perduto o altre agevolazioni che coprono la stessa spesa al 100%.
L’accesso al credito d’imposta ZES Unica è subordinato alla regolarità fiscale e contributiva dell’impresa al momento della comunicazione. È necessario verificare la posizione DURC e l’assenza di debiti iscritti a ruolo non rateizzati prima di presentare la comunicazione. Una posizione irregolare può determinare l’inammissibilità della richiesta.
Chi può accedere: soggetti ammissibili
Possono accedere al credito d’imposta ZES Unica 2026 le imprese di qualsiasi forma giuridica e dimensione — dalle microimprese alle grandi imprese — che svolgono attività economica nelle regioni coperte dalla misura e che effettuano investimenti in strutture produttive situate nelle zone agevolate.
Sono escluse le imprese in liquidazione, in stato di fallimento o soggette a procedure concorsuali attive, e le imprese che hanno ricevuto e non rimborsato aiuti di Stato oggetto di ordine di recupero.
Hai tempo fino al 30 maggio 2026
Studio Facta Legibus assiste le PMI nella verifica dell’ammissibilità, nella classificazione degli investimenti e nella predisposizione della comunicazione preventiva. Non aspettare l’ultima settimana: i tempi tecnici per raccogliere la documentazione necessaria richiedono almeno 7-10 giorni lavorativi.
